A Genova abbattuta l’Ilva. E a Taranto quando accadrà?




cronaca, Puglia, Taranto | Elisa Carriero | 30 agosto 2011 alle 19:38

Oggi, alle 16e57, a Cornigliano, in provincia di Genova, una delle due palazzine che sorgevano nell’ex area dell‘Ilva è stata abbattuta con chili di esplosivo per fare spazio a nuovi magazzini per lo stoccaggio  di bobine.

Dal 2002 in quella zona sono state chiuse le cokerie perchè si è registrato un innalzamento del numero di morti nella zona circostante, a causa delle polveri emesse dall’industria.

L’abbattimento di queste palazzine dà il via al piano di riconversione industriale iniziato 6 anni fa.

Adesso io mi chiedo: perchè questo non può accadere anche a Taranto, dove si trova il più importante stabilimento italiano dell’Ilva e che è causa di tumori al cervello, al seno e di leucemie fulminanti?

Perchè non può accadere in questa città che conta sempre più vittime, non solo tra chi ha lavorato all’interno dell’acciaieria, ma anche tra la gente che niente ha a che fare con quell’industria?

Cosa ci manca? Forse il coraggio, l’unione, la forza? O cos’altro?

Io vorrei che queste immagini si ripetessero nello stabilimento della mia città, Taranto, una città che piano piano sta morendo e non fa niente per cambiare!

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Articolo scritto da Elisa Carriero

Elisa Carriero Elisa Carriero 25 anni, vive da sempre a Taranto, ama la sua città, con tutti i suoi pregi e difetti. La sua passione è la musica, principalmente il canto, che l'ha aiutata a superare la timidezza e ad avere più fiducia in se stessa e nelle sue capacità. Ama molto viaggiare, gli animali e l'arte in generale. Il viaggio più bello sinora? New York, lo scorso Natale. Il viaggio più importante di questi primi 25 anni. Credo che chi non ami il viaggio, non viva a fondo la vita!
Sito: http://elisacarriero.blogspot.com/


3 commenti

  1. Salvatore scrive:

    Ai tarantini mancano il coraggio, l’unione e la forza! Anch’io abito a Taranto, da un anno e mezzo, e proveniendo da altre realtà italiane ho notato subito che Taranto è una città che sta morendo, vive un’agonia che è sotto gli occhi di tutti, ma ai suoi abitanti non interessa, (come dicono loro “ce me ne futt a me”, questo è un pò il motto dei tarantini). Spiace dirlo ma non hanno la forza, non hanno il coraggio e non sono uniti per contrastare l’agonia della loro città! Non parliamo dei politici, stendiamo uno spesso strato di veli pietosi sulla casta politica, letteralmente venduta ai potenti di turno. Giorno dopo giorno Taranto muore, ma la cosa che fa più male è che tutto questo ai tarantini non interessa minimamente, nella prossima primavera ci saranno le elezioni amministrative e puntualmente rivedremo le stesse scene di sempre, qualcuno si proporrà per aiutare questa città, almeno per contrastare in parte l’agonia? Ai posteri l’ardua sentenza, intanto Taranto muore, dobbiamo protestare, protestare!!!

  2. rocco scrive:

    si pire io vorrei che l’ilva chidesse e si buttasse giu tutto,
    x tutto quello che ha combinato…. sonoanche io tarantino ma vivo fuori citta.
    al suo posto io farei il riciclo di tutti i materiali possibili da soedire in tutto il mondo con le navi…ma forse e ‘ un sogno

  3. Pasquale Losacco scrive:

    Confermo in pieno le tue parole/voglie.
    Sono nato a Taranto e non nascondo che se avessi avuto più forza me ne sarei scappato da questa città proprio per l’aria irrespirabile che ci circonda.
    Lo slogan: “TI SVEGLI OGNI MATTINA RESPIRANDO LA DIOSSINA”che gira ormai da tempo non è servito a nulla per farCi svegliare..

    Anche io non ho la minima idea sul perché non venga fatto nulla; era in programma un referendum ma chiss° come mai la raccolta firme fatta fu dichiarata non CORRETTA e pertanto annullata. Per ora la minaccia dei licenziamenti e la corruzione politica sono solo le due risposte che sono riuscito a darmi.

    Chiudo con una parola: VERGOGNA

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